Negli ultimi anni ricorre sempre più frequentemente l’allarme per gli effetti dei cambiamenti climatici, in ambito sociale e lavorativo. Il costante aumento delle temperature estive e le conseguenti ondate di calore determinano effetti sulla salute dei lavoratori, soprattutto per attività lavorative svolte all’aperto ad intensa attività fisica.
Normativa vigente
L’obbligo di Valutare i Rischi è definito nelle “misure generali di tutela” all’art. 15 del D. Lgs 81/2008 e ribadito all’art. 28 sull’Oggetto della Valutazione dei rischi per “…lavoratori esposti a rischi particolari”. In riferimento ai cantieri edili, l’art. 96 definendo gli Obblighi dei Datori di Lavoro, Dirigenti e Preposti stabilisce che la catena di comando della prevenzione aziendale (DL, Dirigente e Preposto) “… curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute”; oltre ad adottare misure conformi alle prescrizioni dell’ALLEGATO XIII, in cui al punto 2.3 si ribadisce che “… durante il lavoro la temperatura per l’organismo umano deve essere adeguata, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e delle sollecitazioni fisiche imposte ai lavoratori”.
Misure di prevenzione
L’INAIL e il CNR in collaborazione con l’USL Toscana Centro hanno prodotto nel 2022 una Guida informativa per la gestione del rischio caldo – Worklimate – decalogo per la prevenzione, che fornisce una serie di materiali informativi relativi alle patologie da calore, alle raccomandazioni per una corretta gestione del rischio, alle condizioni patologiche che aumentano la suscettibilità al caldo e ai temi della disidratazione e dell’organizzazione delle pause.
In una fase di screening preliminare, al fine di individuare le condizioni di criticità e predisporre un adeguato piano d’azione, è possibile inserire il comune in cui si eseguono i lavori all’aperto e verificare il livello di rischio e le misure di prevenzione da attivare
I materiali sono stati raccolti in un unico documento che consente di disporre di una guida pratica e di facile consultazione per gestire il rischio di esposizione al caldo nei luoghi di lavoro, al fine di mitigare gli effetti sulla salute e di prevenire i rischi.
Procedure INPS per la richiesta di Cassa Integrazione
L’INPS – in attesa delle nuove norme in arrivo sul tema – con il messaggio 3 luglio 2025, n. 2130, ha fornito importanti indicazioni riguardanti le richieste di integrazione salariale in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa di caldo eccessivo.
Queste direttive si rivolgono sia ai datori di lavoro che intendono richiedere il Trattamento Ordinario di Integrazione Salariale (CIGO), sia a coloro che possono accedere all’Assegno di Integrazione Salariale dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS) o dai Fondi di Solidarietà Bilaterali.
In caso di sospensione lavorativa disposta da un’ordinanza della pubblica autorità, è possibile effettuare la richiesta utilizzando la causale “sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori”.
La prestazione di integrazione salariale è generalmente riconosciuta per temperature superiori a 35 °C, tenendo conto anche della temperatura “percepita”.
Si invita a seguire attentamente le procedure indicate per garantire una corretta valutazione delle istanze.